lunedì 10 dicembre 2007

Fabrizio De André - Canzone del Maggio

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

giovedì 29 novembre 2007

sabato 24 novembre 2007

Manifestazione Nazionale contro la Violenza sulle Donne


Visto che siamo così bravi, attenti e sempre pronti a scandalizzarci e a condannare (e giustamente) il modo in cui le donne vengono trattate nelle altre culture (leggi Islam), riporto qui a seguire un breve comunicato ripreso dal sito “Violenza contro le Donne” (http://www.controviolenzadonne.org): l'occasione è un corteo contro la violenza sulle donne che oggi pomeriggio sfilerà per le strade di Roma, con partenza da Piazza della Repubblica e arrivo a Piazza Navona.
I dati mi sembrano allarmanti. Che serva almeno come pro-memoria!!!

Care amiche,
è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.
La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.
I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:
- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.
- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare
- Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime:
- Un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni.
- Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat)
La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.
Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.
Una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, può e deve riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico.
Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.
Vi preghiamo di sottoscrivere e di diffondere il più possibile questo appello inoltrando il link del sito ad amiche e associazioni.
Vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul sito.
Un caro saluto a tutte (controviolenzadonne.org)

mercoledì 21 novembre 2007

Osvaldo Soriano - " Fútbol"




"Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all'improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso o forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio.
Questi sono i profeti. I poeti del gioco".

domenica 18 novembre 2007

Con queste facce un po' così - Genova, 17 Novembre 2007


"Dimostriamo per la democrazia; non lasciatevi provocare dai figli di puttana. Qui se non ci aiutiamo da noi non ci aiuta un cazzo di nessuno e mandate affanculo i profeti di sventura!"
Don Andrea Gallo, Comunità San Benedetto, Genova

sabato 17 novembre 2007

... la traccia aperta di una ferita


Il Manifesto (17 Novembre 2007)
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Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare respiro al largo, verso l'orizzonte. / Genova, repubblicana di cuore, vento di sale, d'anima forte. / Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi, parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi. / Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido d'Africa nera. / Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera. / Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia; / facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia. / Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane /guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare; / una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini. / Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.

Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere, / piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere, / la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza, / sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza. / Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione, / Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione. / Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia /e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia. / Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso, / appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso; / marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite / dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.


Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, / ma come quella vita giovane spenta, Genova muore. / Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene. / Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene. / Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione, / dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione, / come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare / una vita troncata, tutta una vita da immaginare. / Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare, / c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare. / La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda. / Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.

La "salvia splendens" luccica, copre un'aiuola triangolare, / viaggia il traffico solito scorrendo rapido e irregolare. / Dal bar caffè e grappini, verde un'edicola vende la vita.

Resta, amara e indelebile, r
esta, amara e indelebile, resta, amara e indelebile,
la traccia aperta di una ferita.

Francesco Guccini
Piazza Alimonda

mercoledì 14 novembre 2007