lunedì 10 dicembre 2007

Fabrizio De André - Canzone del Maggio

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credevi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le pantere
ci mordevano il sedere
lasciamoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

giovedì 29 novembre 2007

sabato 24 novembre 2007

Manifestazione Nazionale contro la Violenza sulle Donne


Visto che siamo così bravi, attenti e sempre pronti a scandalizzarci e a condannare (e giustamente) il modo in cui le donne vengono trattate nelle altre culture (leggi Islam), riporto qui a seguire un breve comunicato ripreso dal sito “Violenza contro le Donne” (http://www.controviolenzadonne.org): l'occasione è un corteo contro la violenza sulle donne che oggi pomeriggio sfilerà per le strade di Roma, con partenza da Piazza della Repubblica e arrivo a Piazza Navona.
I dati mi sembrano allarmanti. Che serva almeno come pro-memoria!!!

Care amiche,
è necessario e urgente organizzare quanto prima una manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne.
La vita di molte ragazze e di molte donne continua a essere spezzata, le loro capacità intellettive e affettive brutalmente compromesse. Il femminicidio per ‘amore’ di padri, fidanzati o ex mariti è una vergogna senza fine che continua a passare come devianza di singoli. Il tema continua a essere trattato dai mezzi di informazione come cronaca pura, avallando la tesi che si tratti di qualcosa di ineluttabile, mentre stiamo assistendo impotenti ad un grave arretramento culturale, rafforzato da una mercificazione senza precedenti del corpo delle donne.
I numeri, lo sappiamo tutte, sono impressionanti:
- Oltre 14 milioni di donne italiane sono state oggetto di violenza fisica, sessuale e psicologica nella loro vita.
- La maggior parte di queste violenze arrivano dal partner (come il 69,7% degli stupri) o dall’ambito familiare
- Oltre il 94% non è mai stata denunciata. Solo nel 24,8% dei casi la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto, mentre si abbassa l'età media delle vittime:
- Un milione e 400mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni.
- Solo il 18,2% delle donne considera la violenza subita in famiglia un ‘reato’, mentre il 44% lo giudica semplicemente ‘qualcosa di sbagliato’ e ben il 36% solo ‘qualcosa che è accaduto’. (dati Istat)
La violenza sulle donne è accettata storicamente e socialmente. Viene inflitta senza differenza di età, colore della pelle o status ed è il peggiore crimine contro l’umanità. Quello di una parte contro l’altra. La politica e le istituzioni d’altro canto continuano a ignorare il tema pubblicamente.
Senza una battaglia culturale che sconfigga una volta per tutte patriarcato e maschilismo, non sarà possibile attivare un nuovo patto di convivenza tra uomini e donne che tanto gioverebbe alla parola civiltà.
Una grande manifestazione nazionale dove tutte le donne possano scendere di nuovo in piazza a fianco delle donne vittime di violenza e per i diritti delle donne, può e deve riportare il tema al centro del dibattito culturale e politico.
Ma è importante sapere quante siamo, perché per farci sentire dovremo essere in molte.
Vi preghiamo di sottoscrivere e di diffondere il più possibile questo appello inoltrando il link del sito ad amiche e associazioni.
Vi invitiamo a seguire gli aggiornamenti sul sito.
Un caro saluto a tutte (controviolenzadonne.org)

mercoledì 21 novembre 2007

Osvaldo Soriano - " Fútbol"




"Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all'improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso o forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio.
Questi sono i profeti. I poeti del gioco".

domenica 18 novembre 2007

Con queste facce un po' così - Genova, 17 Novembre 2007


"Dimostriamo per la democrazia; non lasciatevi provocare dai figli di puttana. Qui se non ci aiutiamo da noi non ci aiuta un cazzo di nessuno e mandate affanculo i profeti di sventura!"
Don Andrea Gallo, Comunità San Benedetto, Genova

sabato 17 novembre 2007

... la traccia aperta di una ferita


Il Manifesto (17 Novembre 2007)
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Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare respiro al largo, verso l'orizzonte. / Genova, repubblicana di cuore, vento di sale, d'anima forte. / Genova che si perde in centro nei labirintici vecchi carrugi, parole antiche e nuove sparate a colpi come da archibugi. / Genova, quella giornata di luglio, d'un caldo torrido d'Africa nera. / Sfera di sole a piombo, rombo di gente, tesa atmosfera. / Nera o blu l'uniforme, precisi gli ordini, sudore e rabbia; / facce e scudi da Opliti, l'odio di dentro come una scabbia. / Ma poco più lontano, un pensionato ed un vecchio cane /guardavano un aeroplano che lento andava macchiando il mare; / una voce spezzava l'urlare estatico dei bambini. / Panni distesi al sole, come una beffa, dentro ai giardini.

Uscir di casa a vent'anni è quasi un obbligo, quasi un dovere, / piacere d'incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere, / la grande folla chiama, canti e colori, grida ed avanza, / sfida il sole implacabile, quasi incredibile passo di danza. / Genova chiusa da sbarre, Genova soffre come in prigione, / Genova marcata a vista attende un soffio di liberazione. / Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia /e uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia. / Si rompe il tempo e l'attimo, per un istante, resta sospeso, / appeso al buio e al niente, poi l'assurdo video ritorna acceso; / marionette si muovono, cercando alibi per quelle vite / dissipate e disperse nell'aspro odore della cordite.


Genova non sa ancora niente, lenta agonizza, fuoco e rumore, / ma come quella vita giovane spenta, Genova muore. / Per quanti giorni l'odio colpirà ancora a mani piene. / Genova risponde al porto con l'urlo alto delle sirene. / Poi tutto ricomincia come ogni giorno e chi ha la ragione, / dico nobili uomini, danno implacabile giustificazione, / come ci fosse un modo, uno soltanto, per riportare / una vita troncata, tutta una vita da immaginare. / Genova non ha scordato perché è difficile dimenticare, / c'è traffico, mare e accento danzante e vicoli da camminare. / La Lanterna impassibile guarda da secoli gli scogli e l'onda. / Ritorna come sempre, quasi normale, piazza Alimonda.

La "salvia splendens" luccica, copre un'aiuola triangolare, / viaggia il traffico solito scorrendo rapido e irregolare. / Dal bar caffè e grappini, verde un'edicola vende la vita.

Resta, amara e indelebile, r
esta, amara e indelebile, resta, amara e indelebile,
la traccia aperta di una ferita.

Francesco Guccini
Piazza Alimonda

mercoledì 14 novembre 2007

martedì 13 novembre 2007

"Nunca nos callaremos y mucho menos a la voz de un monarca"


L’antefatto:
Santiago del Cile, 10 Novembre 2007. Summit Ibero-Americano a cui partecipano rappresentanti dei due governi iberici e di quelli sudamericani.
Durante il suo discorso, Hugo Chávez, presidente del Venezuela, apostrofa come fascista José Maria Aznar (ex capo el governo spagnolo), accusandolo poi di aver appoggiato il fallito colpo di stato del 12 aprile del 2002 ai danni del governo Chávez, democraticamente eletto nel 1999.
Le reazioni spagnole sono immediate, tanto da parte di Zapatero che di re Juan Carlos il quale, dopo aver urlato contro Hugo Chávez; “"¿Por qué no te callas?”, lascia la riunione in corso.
Oggi la risposta di Hugo Chávez:
"Señor Rey responda: ¿sabía usted del golpe de Estado contra el gobierno de Venezuela?
Es muy difícil pensar que el embajador español va a estar en palacio (de Miraflores) apoyando a los golpistas sin autorización de su majestad, ya que él dirige la política exterior. Ahora yo entiendo la furia del rey.”
Prosegue poi:
“Ante esa pregunta ("¿Por qué no te callas?"), señor rey, yo le digo lo siguiente: tenemos quinientos años aquí, nunca nos callaremos y mucho menos a la voz de un monarca."

lunedì 12 novembre 2007

... nessuno che mi chieda come mi sento, ho 22 minuti per andarmene...

Non c'è più religione


Lo spregio di Papa Ràzzinghe

UN VESCOVO PISANO A LIVORNO !

La città si ribella:
PIUTTOSTO SI DOVENTA MUSSURMANI!
Tumurti e barriate dappertutto

Le prime barriate l’hanno fatte a norde, propio dalla parte di Pisa. Che è propio di lì che ‘r due dicembre deve arrivà ‘r novo vescovo di Livorno. Ma mia un vescovo qualunque! Un vescovo pisano! Roba che a dillo pare tutta un’invenzione, così tanto per ride’! E ‘nvece è tutto vero, potessi morì, è roba da piange’!
Sicché dé, i livornesi l’aspettano a bracci aperti! E generosi come sempre! Sulle barriate ‘nfatti c’è di tutto: reti del letto arrugginite, materassi rotti, armadi vecchi, televisori sfatti, batterie scàrie, sòcere che rompano ‘ ‘oglioni… tutta la roba ‘nzomma che di solito finisce per la strada accanto a’ ‘assonetti, così ora ‘un ciavranno più da ammattì nemmeno li spazzini!
Eppoi i posti di brocco! Ce n’è digià una decina, co’ portuali di guardia belli grossi, e come vedano quarcuno che arriva di lassù, deve tirà fori un doumento! Se putaàso c’è scritto nato a Pisa, lo rimandano addietro a gollettoni!
E questo sortanto per la periferia! In città poi, c’è un’aria pesa da morì! Saracinesche abbassate, atobussi fermi, scole chiuse, l’impiegati der Comune già fori alle dieci di mattina ‘nvece dell’undici, l’impiegati della Provincia che restano tutti ar barre senza nemmeno rifà capolino nell’uffici, i cani che i su’ padroni li portano a caà dappertutto come sempre ma ora anche dipiù davanti ar vescovado…
E dappertutto cortei di gente ‘mbervita che si sgola a urlà “Pisamerda”, “Ràzzinghe t’attacchi ar tramme”, “A messa cor pisano ‘un ci si viene più”...
No, mia per nulla, ma uno spregio peggio ‘r papa ‘un ce lo poteva fa’! Te lo ‘mmagini i livornesi ‘n chiesa che s’inginocchiano davanti a un vescovo di Pisa?!
Piuttosto, a buoritto davanti a un aiatollà! Che lui è arabo, n’importassai se quando dice Allà ni rispondi ‘r budello di tu’ ma’! Che difatti c’è già un fottìo di gristiani che si vogliano sbattezzà per doventà propio mussurmani! No perché ni garbi dipiù Maometto di Gesù, ma l’importante è ‘un dalla vinta a quello spregioso di Ràzzinghe! Che già è antepatio di suo con quella ghigna propio a tedesco ‘ndigesto, che a sentillo ragionà con quell’accento ti par di ritornà ar tempo della guerra, eppoi ora s’è messo co’ pisani…
Tanto parlano ammodino, anche loro! C’è un sacco di mamme hanno già ritirato i su’ bimbi dar catechismo perapposta, hanno paura che ora nelo ‘mparino in pisano! Ir su’ padrenostro presempio fa’ «Padrenostro che sei ne’ celi, gaò, o guarda un popoìno se ci dai ‘r nostro pane cotidiano senza fallo rincarà troppo, arrigaò, e già che ci sei mettici anche un popò di mortatella, gaò e arrigaò un’artra vorta!…»
Però sai, nelle proteste religiose ‘un si mai dove si va a finì! Che difatti, colla scusa d’esse’ doventati mussurmani, c’è gente che rincorre le sore per tromballe! Che spavento, poverine! Speciarmente quelle affriane! Una sorina tutta nera presempio l’hanno rinchiusa ‘n un cantino, un troiaio s’è aperto i pantaloni e n’ha detto sorella guardi vì, lei cià guardato e è doventata bianca!
I preti poi, c’è chi rincorre anche loro per arzanni ‘r gonnellone! Lì però è perioloso! Se ‘ntoppi varche prete sviluppato bene, rischi di restacci male! Come ni dici che te rivòi l’ottopermille che n’hai dato colle tasse, è propio cor cazzo che te lo ridà!
E ‘nzomma la situazione è propio brutta, perfino la Madonna di Mon-tinero è ‘mpenzierita! Dice dé, se arriva i pisani mi mangiano ‘r Bimbino! E dettofatto è ascesa dar quadro e s’è rimpiattata cor bimbo nelle grotte, ‘un vole corre’ rischi!
Menomale però c’è ‘r Sindao ha detto ora ci penza lui, ha mandato un messaggio urgente ar papa! Che difatti ir Primo Cittadino s’è affacciato ar Municipio, e a tutta vella gente sotto che tumurtuava n’ha urlato «Carma, livornesi! A nome di tutta la nostra civilissima città ho scritto ar papa per dinni di ripenzacci! N’ho detto: Santità…»
E la folla in coro: «Ir budello di tu’ ma’!»

Mario Cardinali

(http://www.vernacoliere.com/edicola/index.php)

domenica 11 novembre 2007

... mi hanno dato un po' di fagioli per l'ultimo pasto, ho 23 minuti per andarmene...

Un'altra faccia della vergogna

Domenica 11 Novembre: negli USA è il Veterans Day.
Negli Stati Uniti, 1 senza tetto su 4 è un veterano di guerra (The New York Times): bel riconoscimento per chi, come dice la propaganda dei governanti, ha servito il proprio paese, non sapendo, o magari facendo finta di non sapere che, in realtà, stava difendendo appena gli intressi di quegli stessi governanti.
Bè, ecco un'altra faccia di quell'affare infame e vergognoso che è la guerra.

FOTO - San Antonio, Texas. George W. Bush in visita ai reduci
della guerra in Iraq
(http://www.voltairenet.org/article136827.html)

Al momento di marciare molti non sanno
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
è la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
è lui stesso il nemico.

BERTOLD BRECHT

sabato 10 novembre 2007

... tutta la città verrà per vedermi andare all'inferno, ma ho 24 minuti per andarmene...

venerdì 9 novembre 2007

Stanno costruendo la mia forca là fuori e mi rimangono 25 minuti per andarmene....

domenica 28 ottobre 2007

giovedì 25 ottobre 2007

Moni Ovadia - Vai a te stesso

"Una delle poche cose per le quali valga la pena di vivere è la costruzione di se stessi come un vero essere umano. Nascere uomini è qualcosa che a tutti noi tocca come condizione gratuita. Usciamo da un ventre materno senza aver fatto nulla. Il nostro concepimento non è un atto di volontà. Ma il concepimento e il parto ci consegnano alla vita come evento biologico, biomeccanico. Fare di noi qualcos'altro, diventare quell'essere umano che è stato fondato dal processo di liberazione, è il capolavoro a cui l'uomo dovrebbe dedicare tutta la propria vita. Produrre, consumare, generare scorie fanno parte di una sorta di sopravvivenza biomeccanica. La vita è dare a questa sopravvivenza biomeccanica un senso. E questo non può arrivarci per generosa concessione altrui. Costruire questo senso è entrare in guerra, una guerra che non si conduce con le armi ma con il pensiero, con le emozioni, con i sentimenti, con il processo di conoscenza"

mercoledì 17 ottobre 2007

Michail A. Bakunin - Stato e Anarchia

Ogni sfruttamento del lavoro umano comunque lo si abbellisca con forme politiche quali la pseudo-volontà e la pseudo-libertà popolare è sempre aspro per il popolo. Per cui essun popolo per quanto sia naturalmente paziente e ubbidiente alle autorità, al punto di giungere a convertire in costume questa docilità, vorrà mai sottomettervisi volontariamente; a questo fine sarà allora necessario ricorrere alla coercizione permanente, alla violenza [...]

lunedì 15 ottobre 2007

Camera del Lavoro Invisibile

Risultati della consultazione Gli invisibili bocciano con il 99% di NO l'accordo su welfare e pensioni, promosso dai sindacati confederali. http://www.consultazioneprecaria.org/

... continua nei "commenti"

mercoledì 10 ottobre 2007

Vauro - Il Manifesto (10/10/2007)


"O Partido Comunista agora aprendeu isto, onde quer que eu vá tem uma manifestação à minha espera. E confundem o direito à manifestação com o direito ao insulto."
José Socrates
Pelos vistos manifestar pelas próprias ideias significa ser "comunista", segundo um tipo de propaganda cada vez mais difusa entre os que governam: comunista é quem se atreva a ter uma opinião diferente da maioria, quem levanta a voz para lutar pelo seu próprio emprego, contra a precarização do trabalho e o desmantelamento dos mais simples e elementares direitos dos trabalhadores.
Comunista é quem luta pelo direito à casa, à saúde, à educação, à dignidade.
Bom, ainda bem que, pelos vistos, há cada vez mais “comunistas” em todo o lado...

martedì 9 ottobre 2007

¡Hasta la Victoria Siempre!

Yo tuve un hermano.
No nos vimos nunca pero
no importaba.
Yo tuve un hermano
que iba por los montes
mientras yo dormía.
Lo quise a mi modo,
le tomé su voz
libre como el agua,
caminé de a ratos
cerca de su sombra.
No nos vimos nunca
pero no importaba,
mi hermano despierto
mientras yo dormía,
mi hermano mostrándome
detrás de la noche
su estrella elegida.
JULIO CORTÁZAR
(octubre de 1967)

domenica 23 settembre 2007

Pablo Neruda (12 de julio de 1904 - 23 de septiembre de 1973)

Muere lentamente quien se transforma en esclavo del hábito, repitiendo todos los días los mismos trayectos, quien no cambia de marca, no arriesga vestirun color nuevo y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamente quien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamente quien evita una pasión, quien prefiere el negro sobre blanco y los puntos sobrelas "íes" a un remolino de emociones, justamente las que rescatan el brillo de los ojos, sonrisas de los bostezos, corazones a los tropiezos y sentimientos.
Muere lentamente quien no voltea la mesa cuando está infeliz en el trabajo, quien no arriesga lo cierto por lo incierto para ir detrás de un sueño, quien no se permite por lo menos una vez en la vida, huir de los consejos sensatos.
Muere lentamente quien no viaja, quien no lee, quien no oye música, quien no encuentra gracia en símismo.
Muere lentamente quien destruye su amor propio, quien no se deja ayudar.
Muere lentamente, quien pasa los días quejándose de su mala suerte o de la lluvia incesante.
Muere lentamente, quien abandona un proyecto antes de iniciarlo, no preguntando de un asunto que desconoce o no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.
Evitemos la muerte en suaves cuotas, recordando siempre que estar vivo exige un esfuerzo mucho mayorque el simple hecho de respirar.
Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos una espléndida felicidad.

mercoledì 12 settembre 2007

martedì 11 settembre 2007

Nunca mas

L'11 Settembre del 1973 iniziava un incubo. Un incubo chiamato Augusto José Ramón Pinochet Ugarte. L'incubo dell'ennesimo colpo di stato voluto e pilotato dagli USA che trasformarono l'America Latina in una palestra per dittatori.

L'11 Settembre del 1973 veniva rovesciato il governo socialista democraticamente eletto di Salvador Allende: cominciarono la loro lenta marcia delle infami Carovane della Morte che assassinarono nell'ombra tutti gli oppositori al regime. 1192 desaparecidos, 28mila persone torturate, 300mila costrette a fuggire all’estero. Un incubo per un intero popolo.

L'11 Settembre del 1973 cominciava la sanguinaria dittatura di colui che aveva la "più alta e distinta considerazione" da parte del Cardinal Sodano (nunzio apostolico in Cile dal '77 all'88).

"Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d'oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine, con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale". Ecco le parole che Giovanni Paolo II inviò il 18 febbraio 1993 al dittatore cileno in occazione delle sue nozze d'oro.
E proprio il "papa buono" non perse mai occasione di appoggiare Pinochet, durante le diverse visite in Cile ("Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua
famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile", dirà ancora Sodano più tardi) e, successivamente, quando venne incriminato per i crimini commessi durante quella che lo stesso Vaticano definì una "dittatura transitoria".
http://www.ruttar.altervista.org/chiese/1_8_wojtyla_pinochet/wojtyla_pinochet.htm

Anche Victor Jara fu vittima di Pinochet: l'11 Settembre del 1973 fu imprigionato all'interno dello Stadio del Cile (dal 2003 Stadio Victor Jara), trasformato, per l'occasione, in un campo di concentramento: dopo 5 giorni di pestaggi e torture, il 16 Settembre venne ucciso su ordine dello stesso Pinochet.

Canto que mal me sales
cuando tengo que cantar espanto!
Espanto como el que vivo
como el que muero, espanto,
de verme entre tantos y tantos
momentos del infinito
en que el silencio y el grito
son las metas de este canto.
Lo que veo nunca vi.
Lo que he sentido y lo que siento
hará brotar el momento...

domenica 9 settembre 2007

Ma a noi c'impotta 'na bella sega

Meno male che c'è Massimo... e s'andà bene!!!




"Sgomma, Maremma bona!!!"









"Ma te sei briao...
un lo vedi com'è stotta,
sembra la strada che va a Vellano...
eh, ma a me m'impotta 'na sega,
ora ènno 'azzi tui."

domenica 2 settembre 2007

Augusto Daolio



Riverisco lor signori
sono il pagliaccio della corte
della mensa della casa
di un porcaro dell'Arconte
e ricordo a lor signori
che per certi casi strani
l'eri che diventa oggi
non ritornerà domani.
c'è chi dice che son matto
che mi chiama menestrello
sono invece solo il paggio
del buffone del castello

venerdì 31 agosto 2007

John Steinbeck - Pian della Tortilla

Pablo abbassò la falda del cappello sugli occhi a ripararsi dal sole.
"Charlie Meeler mi ha detto che Danny si è messo con Rosa Martin, quella ragazza portoghese."
Pilon saltò su, allarmato.
"Ahi, queste portoghesi mirano sempre al matrimonio. Amano il denaro. Se riesce a farsi sposare forse Danny ci seccherà a volere la pigione. La Rosa pretenderà vestiti nuovi. Tutte le donne portoghesi ne pretendono. Io le conosco."
Anche Pablo si mostrò contrariato.
"Forse se andassimo da Danny a parlargli..."
(...)
"Ah, queste donne," disse.
"Sono bestie pericolose," disse Pilon. "Ho saputo di una certa ragazza portoghese qui del Piano che guai ad andarci insieme...
Uno se ne ricorderebbe per tutta la vita."
Pablo fece dei rumori di disapprovazione con la lingua. E aprì le braccia.
"Dove resta da andare a un uomo?", esclamò. "Non vi è donna di cui uno possa fidarsi!"
Tanto lui che Pilon scrutarono la faccia di Danny ma non videro alcun segno di allarme su di essa.
Disse Pilon: "La ragazza si chiama Rosa."
"Ah, tu parli di Rosa Martin," osservò Danny senza troppo interesse. "Bé, bisogna sempre aspettarsi il peggio da una portoghese."

giovedì 30 agosto 2007

Presidio permanente di Montale - No Inceneritori


A volte, anche spargere una notizia può servire:
"Presidio permanente informativo contro la riapertura ed il raddoppio del termodistruttore di Montale. Gli inceneritori vanno chiusi per sempre, BASTA CON I VELENI CHE CI PROPINANO! Siamo come sempre pronti a ribadire il nostro NO!
Al presidio c'e' bisogno di tutt*! La salute e' di tutte e tutti."
http://groups.google.it/group/presidiopermanentedimontale/topics?hl=it

mercoledì 29 agosto 2007

In God We Trust

Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe e disse loro: "La scrittura dice: la mia
casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di ladri." [Matteo, 21:12]

Nei giorni scorsi leggevo un articolo pubblicato su "L'Espresso" del 26 luglio scorso: si intitolava "Benedetto tesoretto" e cercava di fare un po' di conti in tasca al Vaticano. Dunque, risulta che:
nel 2006 le donazioni dei fedeli siano aumentate del 56% rispetto all'anno precedente;

  1. il valore degli immobili di proprietà clericale venga stimato ad almeno 450 milioni di euro (spesso si tratta di stime catastali e quindi inferiori ai valori reali di mercato);
  2. nel 2007 lo Stato italiano, sottoforma di 8 per mille, verserà alla Chiesa Cattolica 991.278.769 euro e 9 centesimi (60 milioni in più dell'anno scorso).
  3. dal 2005 i guadagni per i diritti d'autore sui libri delle opere del papa siano cresciuti a dismisura: merito di un decreto emesso da Ratzinger che, già eletto papa, nel maggio del 2005 stabiliva "l'esercizio e la tutela, in perpetuo e per tutto il mondo, di tutti i diritti morali d'autore e di tutti i diritti esclusivi di utilizzazione economica, nessuno escluso od eccettuato, sopra tutti gli atti e i documenti attraverso i quali il sommo pontefice esercita il proprio magistero".
A questi numeri devono essere poi aggiunti i privilegi tutti italiani che vengono riconosciuti alla Chiesa Cattolica, alla faccia del principio costituzionale della laicità dello stato: il caso più "bizzarro" è quello legato al pagamento dell'ICI sugli immobili del Vaticano.
Nonostante il decreto Bersani del 2006, tutto ciò che è di proprietà della chiesa (esercizi commerciali ed Onlus più o meno fittizie inclusi) continua a non pagare l’Ici. Tradotto in soldoni,
questo porta a mancate entrate per i forzieri dello stato nell'ordine dei 400 milioni di euro all'anno, senza contare gli arretrati. Niente male per un paese nel quale, fra le tante cose, manca una seria politica di edilizia pubblica e la casa è considerata non un diritto ma un privilegio.

E se poi un signore che si definisce di sinistra e laico, tal Fausto Bertinotti, dice:
"Per quanto mi riguarda, da cittadino, penso che anche per i beni religiosi ci sono quelli che devono essere del tutto esonerati da qualunque prelievo fiscale, come quelli di esercizio di culto e
caritatevoli, e altri invece che costituiscono in qualche misura delle rendite che devono essere accortamente tassate"... béh, se così stanno le cose, siamo conciati veramente male... con
accortezza, ovviamente!

Possibile che la politica di Zapatero nella cattolicissima Spagna in materia di separazione tra competenze di stato e chiesa non riesca ad insegnarci niente? Possibile che neppure la recente
richiesta di informazioni supplementari fatta dalla Commissione europea a riguardo delle agevolazioni fiscali di cui gode la Chiesa in Italia (considerate come aiuti di Stato illegali) sia passata pressoché nel silenzio?

http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_122329478.html)

Probabilmente, in Italia si è così assuefatti ad un sistema di tipo clientelare che certe cose finiscono per sembrare dovute.
Ovviamente, poi, i bilanci del Vaticano non sono di pubblico dominio e comunque se ne parla sempre molto poco; mi sembra però indicativo il fatto che a Città del Vaticano, la nazione più
piccola del mondo con una popolazione di 800 abitanti e un territorio di 441.000 mq, esistano ben tre istituzioni finanziarie: l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica (APSA),
che funziona da Banca Centrale del Vaticano (coinvolta in evasione fiscale, imbrogli finanziari e riciclaggio di oro nazista), il Ministero dell’Economia e l'Istituto per le Opere Religiose (IOR),
cui unico azionista è il papa.
Impossibile ricostruire anche tutti gli intrecci tra Vaticano e poteri forti sia in Italia (Marcinkus, capo dello IOR a partire dalla fine degli anni '70, fu, per esempio, Direttore del Banco Ambrosiano di Calvi a Nassau e alle Bahamas, senza poi contare le "normali" collusioni che lo stesso istituto clericale ebbe con mafia e P2) che all'estero (vedi a questo proposito le società fantasma dirette dallo IOR a Panama e nel Lussemburgo).
Credo che sia impossibile arrivare a capire come stiano veramente le cose, così come risulta umanamente improbabile intendere il giro di affari che ruota attorno alla fede (non solo cattolica, ben inteso)... è proprio il caso di dire che, probabilmente, solo Dio lo sa!

"Santità, può essere che io sbagli, ma mi lasci sbagliare al fianco dei poveri dopo che la chiesa ha sbagliato per secoli al fianco dei ricchi." [frase pronunciata da Fernando Cardenall, gesuita nicaraguense e Ministro dell'Educazione del governo sandinista, in occasione della visita di Woytila a Managua, 1983)

martedì 28 agosto 2007

Portugal sobe três lugares no “ranking” da qualidade dos serviços públicos

Portugal subiu três posições no “ranking” de avaliação da qualidade dos serviços públicos, ocupando agora o décimo sexto lugar, à frente da França, da Itália e da Espanha, anunciou hoje
o gabinete do coordenador do Plano Tecnológico.
De acordo com uma nota emitida pelo gabinete do coordenador nacional da Estratégia de Lisboa e do Plano Tecnológico em que é citado o relatório “Leadership in Customer Service”, da consultora Accenture, Portugal subiu da décima nona para a décima sexta posição do “ranking” que avalia os níveis de desempenho dos organismos públicos no domínio da prestação de serviços aos cidadãos e empresas.
No estudo, divulgado pelo gabinete coordenado por Carlos Zorrinho, são apontadas algumas iniciativas que estão actualmente em curso e que “contribuíram para a melhoria do desempenho de Portugal”, sendo destacado o papel do Plano Tecnológico, da Iniciativa Ligar Portugal e do programa de simplificação administrativa Simplex.
Iniciativas como o Cartão do Cidadão, Empresa na Hora, Marca na Hora, Documento Único Automóvel, Portal da Empresa e rede de Lojas do Cidadão, são também destacadas no estudo.“Estes resultados evidenciam o impacto positivo da prioridade dada pelo Governo à melhoria da eficácia dos serviços prestados pela Administração Pública aos cidadãos e às
empresas”, lê-se na nota do gabinete do coordenador do Plano Tecnológico.
Num estudo da consultora Cap Gemini, divulgado pela Comissão Europeia em final de 2006, Portugal ocupava o décimo lugar em termos de disponibilização de serviços públicos prestados
“on-line”.
http://ultimahora.publico.clix.pt/noticia.aspx?id=1303457&idCanal=10

mercoledì 22 agosto 2007

lunedì 20 agosto 2007

Estou a chegar


Era un po' che l'aspettavo e, finalmente, eccola qua: è arrivata puntuale dopo una giornata di pioggia autunnale passata a fare cose inutili per i miei progetti.
Eccola qua, la tristezza apparentemente senza senso néspiegazioni che mi fa sentire perduto per una sera e che svanisce con il primo sole. La tristezza che mi fa aprire gli occhi e mettermi in cammino.

domenica 19 agosto 2007

John Fante - "A ovest di Roma"

Ci avviammo di nuovo verso casa, con Stupido fra noi che camminava tra due file di cani che abbaiavano. Sapevo bene perché volevo tenere quel cane. Era indecentemente chiaro, ma non potevo certo dirlo al ragazzo. Ne sarei stato imbarazzato. Ma a me stesso lo potevo confessare. Ero stanco di sconfitte e fallimenti. Ero affamato di vittoria. Avevo cinquantacinque anni e di vittorie all'orizzonte non ce ne erano, tanto meno battaglie. Anche ai miei nemici era passata la voglia di combattere. Stupido rappresentava la vittoria, i libri che non avevo scritto, i luoghi che non avevo visto, la Maserati che non avevo mai avuto, le donne che desideravo, Danielle Darrieux, Gina Lollobrigida e Nadia Grey. Era il trionfo su tutti gli incapaci che avevano squarciato le mie sceneggiature tanto da farne zampillare il sangue. Era il sogno di una grande progenie, di figli dotati di un brillante intelletto iscritti a università famose, studenti con ricchi doni per il mondo. Come il mio amato Rocco, avrebbe alleviato il dolore e i lividi dei miei giorni interminabili, la povertà della mia infanzia, la disperazione della mia giovinezza, la desolazione del mio futuro.
Era un cane, non un uomo, un animale, ma col tempo sarebbe diventato mio amico, e mi avrebbe riempito la testa di orgoglio, divertimento e sciocchezze. Era più vicino a Dio di quanto io non sarei mai stato, non sapeva leggere né scrivere, ma andava bene anche così. Era un disadattato, e io ero un disadattato. Io avevo combattuto e avevo perso, lui avrebbe combattuto e vinto. Gli altezzosi alani, gli orgogliosi pastori tedeschi, li avrebbe pestati a sangue, tutti, e se li sarebbe pure scopati, e io avrei avuto le mie rivincite."

venerdì 17 agosto 2007

Intanto, in Portogallo...

Materazzi revela as palavras que levaram Zidane a agredi-lo: “Prefiro a puta da tua irmã”.
Materrazi conta que tinha agarrado a camisola de Zidane alguns segundos e o francês virou-se para ele, “em tom de troça e com ar superarrogante”, e disse-lhe: “Se queres mesmo a minha camisola dou-ta no final”. “E eu respondi com o insulto e o insulto foi: ‘prefiro a puta da tua irmã’”, revelou o central do Inter e da selecção italiana, que garantiu ter pedido desculpa, estar mais maduro e tentar não repetir os “excessos do passado”. Mais de um ano depois da final do Mundial, Materazzi revelou finalmente as palavras que fizeram Zidane perder a cabeça e ser expulso no último jogo da sua carreira, saindo ingloriamente do futebol profissional.
[http://infordesporto.sapo.pt/Informacao/Modalidades/Futebol/noticiafutebol_
futintmaterazzizizou_180807_414161.asp]

A taxa de desemprego estimada para o 2º trimestre de 2007 foi de 7,9%. Este valor é superior ao observado no período homólogo de 2006, em 0,6 pontos percentuais (p.p.), e inferior ao observado no trimestre anterior, em 0,5 p.p.. A população desempregada foi estimada em 440,5 mil indivíduos, verificando-se um acréscimo de 8,6%, face ao trimestre homólogo, e um decréscimo de 6,3%, em relação ao trimestre anterior. O número de empregados diminuiu 0,5%, quando comparado com o mesmo trimestre de 2006, e aumentou 0,4%, relativamente ao trimestre anterior.
http://www.ine.pt/portal/page/portal/PORTAL_INE/Destaques?DESTAQUES
dest_boui=5513294&DESTAQUESmodo=2

Cem activistas contra os organismos geneticamente modificados destruíram hoje um hectare de milho transgénico cultivado numa herdade em Silves, no Algarve.
http://ultimahora.publico.clix.pt/noticia.aspx?id=1302474

lunedì 13 agosto 2007

E' tutta una questione di "teologia e

Quando nel mondo appare un vero genio, lo si riconosce dal fatto che tutti gli idioti fanno banda contro di lui.
È il principio primo che muove ogni altra idea, sogno e azione di Ignatius Reilly, uno dei massimi nemici del popolo americano di questo secolo.
Immaginatevi una strana miscela fra un barbone, un Oliver Hardy impazzito, un Don Chisciotte grasso e un Tommaso d'Aquino perverso.
Immaginatevi un gigante con baffoni e berretto verde da cacciatore che, fra giganteschi rutti e flatulenze, si vede costretto a continui attacchi contro un'America "priva di geometria e teologia".
Attorno a lui, in una New Orleans trasformata in palcoscenico quasi dadaista, un coro di personaggi epici.
Jones, negro in semischiavitù, che fulmina con una frase al vetriolo "quella nazista della padrona" del Notti di Follia e ci fa ridere fino a piangere.
La signorina Trixie, ottuagenaria sempre a caccia di prosciutti pasquali e, suo malgrado, dell'eterna giovinezza. Myrna, anarco-femminista di New York, che sfida con un serrato carteggio anima e sesso di Ignatius.
Una mamma disperata, Santa Battaglia e l'agente Mancuso, pronti a consolarsi con partite di bowling.
E poi, Yoghi, Rosvita e Batman, le Manifatture Levy, Gus Levy, signora e viziatissime figlie.
Immaginatevi un diario del lavoratore, una summa teologica dell'assurdo, una rivolta di operai attorno a una croce eretta nell'ufficio contabilità, chilometri di archivio ridotti a zero in un minuto, un vecchio cliente umiliato senza scampo con una lettera di insolenze ineguagliabili.
Cento pagine per immergersi, pian piano, nel mondo di questo libro, e tutte le seguenti per sperare di non uscirne più.
Immaginatevi un capolavoro, e poi leggetelo.
Questo libro è un capolavoro.
[http://www.marcosymarcos.com/john_kennedy_toole_una_banda_di_.htm]

Devo dire di avere come amico (béh, si fa per dire) un grande libraio che a volte ci becca anche. Grazie Stefano

domenica 12 agosto 2007

Sant'Anna di Stazzema: 1944 / 2007

A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia.La furia omicida dei nazi-fascisti si abbattè, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati.Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti.
Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra.
Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni,uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.
La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana.
Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati.
[http://www.santannadistazzema.org/]


Alle fronde de salici - Salvatore Quasimodo

E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
tra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

venerdì 10 agosto 2007

giovedì 9 agosto 2007

L´ Istituzione Comunale ricorda a tutti gli utenti che per accedere allo Stadio Comunale dei Fiori per praticare attività sportiva di qualunque genere è necessario il pass di riconoscimento. Questo verrà consegnato dall´ Ufficio Sport dell´Istituzione Comunale posto in piazza Obizzi 9 - piano terra - tel 0572 492339/357 con orario di apertura al pubblico. Lunedì ore 8,30 - 13,00 mercoledì ore 8,30 - 13,00 venerdì ore 8,30 - 13,00.
Si ricorda inoltre che il Consiglio d´ Amministrazione dell´ Istituzione è disponibile a ricevere gli utenti che lo desiderano ogni venerdì, previo appuntamento presso l´ Ufficio Turismo posto in via Fratelli Rosselli 2 - tel 0572 490919.
[http://www.istituzionecomunedipescia.it/news.php?news=763].